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Nata dall’amore per l’Italia nel 1916 dal visionario quanto riservato barone Carlo Magnani, Acqua di Parma è nota come icona globale di eccellenza, artigianalità e stile italiano. Elegante espressione della semplicità, della sincerità e della generosità legate alle sue radici, Acqua di Parma è un’ode all’Arte di Vivere. Una Maison impegnata nella conservazione e nella celebrazione della natura, della cultura e dell’arte.

Non solo note sensoriali capaci di rievocarti un ricordo o di legarti ad un momento, ma anche tradizione e una raffinata tecnica la Tecnica di Spugnatura.

La Spugnatura è un metodo di estrazione la cui origine si perde nel tempo, praticata ormai soltanto da pochi artigiani in Italia. Tradizionalmente, era utilizzata per ottenere le essenze più preziose dai frutti del bergamotto. Oggi Acqua di Parma esplora quest’antica tecnica su un agrume differente, l’Arancia Vaniglia, fedele al proposito di lasciarsi ispirare dalla tradizione per veicolarla in interpretazioni contemporanee. L’Arancia Vaniglia è una delle protagoniste della “città delle arance”, ovvero Ribera, in Sicilia, e il suo nome allude all’ossimoro olfattivo perfetto: la freschezza dell’arancia che incontra la morbidezza della vaniglia. Ne nasce una sinfonia agrodolce che custodisce una sorprendente esperienza sensoriale.

LA TRADIZIONALE TECNICA DI SPUGNATURA

È un progetto coltivato a lungo dalla Maison, che si è sempre impegnata per salvaguardare le lavorazioni artigianali più antiche e preziose tipiche dei micro-territori. La spugnatura è una tecnica che solo pochissimi artigiani ancora praticano. È un metodo esclusivamente manuale per estrarre l’essenza dagli agrumi, che richiede una maestria tradizionale e affascinante. Si tratta di una vera e propria arte, che richiede tempo e una sapienza di gesti precisi e delicati. Per iniziare, l’artigiano taglia in due metà uguali il frutto, con un coltello ben affilato. Successivamente, usando un utensile simile a un cucchiaio chiamato “cavatore”, separa la polpa dalla buccia. Subito dopo, le scorze di arancia vengono strofinate, a mano, su spugne marine, che ne assorbono tutta l’essenza. Nella fase finale, l’artigiano strizza le spugne, ricche di olio essenziale, con movimenti precisi, e raccoglie l’elisir agrumato in contenitori di terracotta.

La capacità di produzione è limitata, e dipende interamente dalla lavorazione manuale: questo rende estremamente rara e preziosa l’essenza. Da 100 Kg di frutti si ottengono soltanto 300 grammi di essenza, e due artigiani possono lavorare un volume di circa 300 Kg di arance in un giorno. La filiera impiega poi tutte le altre parti dell’arancia per diversi utilizzi e non produce scarti. La spugna, morbida e malleabile al contatto con la scorza, conserva tutte le sfumature dell’arancia, ed è questo sillage unico che contraddistingue l’elisir da cui nasce Arancia La Spugnatura.

LA PIRAMIDE OLFATTIVA

Arancia La Spugnatura è l’espressione più alta di questo ingrediente, in tutta la sua ricchezza e profondità. Gioiosa, luminosa e avvolgente, è una fragranza capace di sorprendere i sensi, come un raggio di sole in uno spettacolare pomeriggio italiano. L’esplosione iniziale delle note agrumate porta con sé un forte contrasto, così come l’Arancia Vaniglia, che unisce la tipica freschezza degli agrumi a un tocco di rotondità e morbidezza; la stessa tensione si trova anche tra il mandarino giallo e la mandorla amara, che aggiunge una nota agrodolce. Il pepe nero, infine, arricchisce la struttura e dà brillantezza. Creata dal maestro profumiere François Demachy, la composizione si regge su un equilibrio di contrasti in grado di regalare una sorprendente esperienza olfattiva.

IL FLACONE DI PORCELLANA E L’ICONICA SCATOLA CILINDRICA

Il flacone di porcellana rappresenta la categoria più speciale nella famiglia delle ceramiche. È un pezzo di artigianato d’eccellenza, che si distingue per il suo colore blu, a rappresentare la collezione Blu Mediterraneo. È un processo lungo, che inizia con la realizzazione di uno stampo in gesso. Qui viene versato, a mano, il mix di porcellana, per formare l’iconica silhouette Art Déco. Lo stampo è poi ruotato diverse volte sul suo asse, per assicurarsi che il liquido aderisca perfettamente su tutta la superficie, e viene girato a testa in giù per scaricare l’impasto in eccesso.

Quindi, il flacone viene lasciato ad asciugare per 30-40 minuti prima di rimuoverlo dallo stampo. L’artigiano rifinisce i singoli flaconi, rimuovendo a mano ogni minima imperfezione, per ottenere una superficie uniforme e liscia al tatto. Il contenitore è poi immerso nello smalto, e infornato per più di 8 ore. Durante questo tempo, il colore blu si fa più profondo, e viene reso ancora più intenso con una finitura lucida. Per il tocco finale, il flacone è impreziosito a mano con motivi bianchi, arancioni e dorati, ispirati agli ingredienti del profumo. Infine, è infornato per un’ultima volta, così da fissare le decorazioni. Sigillato con un tappo di porcellana blu, è arricchito da un’etichetta fatta con la polvere di scarto recuperata dalle cave di marmo. Il collo del flacone è separabile dal resto grazie a una chiusura a vite, ottenuta con una speciale tecnica di molatura sviluppata espressamente per Acqua di Parma. L’iconica scatola cilindrica è infine stata realizzata con carta certificata FSC di uno speciale tono di blu, in grado di abbinarsi al flacone di porcellana.

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