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Ultimo aggiornamento alle 09.01

Nel panorama dell’illustrazione contemporanea, Beniamino Giulianelli si distingue per la capacità di fondere poesia visiva e narrazione emotiva.

Illustratore manga e disegnatore su commissione dal 2007, Beniamino debutta come scrittore nel 2009 pubblicando il romanzo Il Circolo, seguito nel 2014 dalla teen novel Devon’s Diary. Nel 2016 pubblica il triller Blue Tie e nel 2019 il saggio illustrato Volevo essere un Power Ranger. Nel 2021 esce Anime Icons, il suo primo artbook tributo ai cartoni animati giapponesi e l’anno successivo pubblica la raccolta di illustrazioni Oscar 40 – Quarant’anni di Lady Oscar in Italia. 

Con Le Fiabe di Ben: Il bacio dell’amore, l’artista invita a entrare in un mondo dove la dolcezza dei sogni incontra la profondità dei sentimenti. Ogni favola è un piccolo universo, un frammento di luce che racconta l’amore in tutte le sue forme: puro, sincero, a volte malinconico, ma sempre autentico.

Il libro non è solo una raccolta di fiabe illustrate, ma un viaggio sensoriale che accompagna il lettore tra colori pastello, atmosfere oniriche e personaggi che sembrano usciti da un sogno. Giulianelli riesce a dare voce alle emozioni attraverso il disegno, trasformando ogni pagina in un dialogo silenzioso tra autore e lettore.

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“Le Fiabe di Ben: Il bacio dell’amore” unisce la magia delle fiabe classiche con uno stile illustrativo molto personale. Come nasce l’idea di questo progetto e cosa ti ha ispirato nella creazione della storia?

Sarò sincero, era da diverso tempo che nutrivo il desiderio di realizzare un progetto dedicato alle fiabe: ho recuperato addirittura degli schizzi risalenti al 2008, quindi mi sono detto che era arrivato il momento di rispolverare questa idea! In primis mi sono focalizzato sulla struttura del progetto, decidendo le tematiche di ogni volume e selezionando infine fiabe, racconti o leggende popolari che potessero collegarsi perfettamente al tema scelto.

Prima di cominciare la fase di scrittura ho studiato le diverse versioni esistenti delle fiabe originali, ed è stato davvero molto interessante perché mi ha permesso di approfondire molti aspetti ed interpretazioni di storie che spesso e volentieri crediamo di conoscere per filo e per segno, ma così non è! Io poi, nel mio lavoro, cerco sempre di essere il più certosini possibile, quindi la parte dedicata alla ricerca (quella iconografica soprattutto) è fondamentale!

Le tue illustrazioni hanno un tratto riconoscibile, delicato ma intenso. Qual è il processo creativo che segui per dare vita ai personaggi e alle atmosfere del libro?

Ti ringrazio molto, sono contentissimo che tu percepisca questo!
Generalmente mi lascio guidare molto dall’istinto, immagino il personaggio e faccio sì che il passaggio dalla mente alla matita sia organico e coerente. Ovviamente è necessario abbozzare più volte le caratteristiche che si vogliono dare, che si tratti di un’acconciatura o di un particolare che identifichi nettamente il personaggio; certo, a volte capita che sia un “buona la prima”, ma questo è un mestiere in cui bisogna costantemente mettersi alla prova, soprattutto quando si utilizza il disegno tradizionale che al giorno d’oggi è più raro di quello digitale, specie nei prodotti editoriali che oramai fruiscono sfacciatamente dell’intelligenza artificiale! E poi, tornando alla creazione del personaggio, è immancabile anche lì un grosso studio a livello iconografico, del costume, dell’aspetto in generale… insomma, c’è sempre un gran lavoro dietro!

Il titolo parla di “amore”, un tema universale ma anche complesso. In che modo hai voluto rappresentarlo, sia attraverso le parole che attraverso le immagini?

Innanzitutto, come specifico anche nell’introduzione, ho scelto di compiere la rivoluzione della non-rivoluzione: ovvero, ho reinterpretato queste fiabe a modo mio, ma senza snaturarne i concetti, i protagonisti o la morale. Purtroppo, negli ultimi anni, la strumentalizzazione di prodotti di fantasia (siano essi fiabe, romanzi, cartoni animati, film, ecc.) per fini ideologici e talvolta – passami il termine – “propagandistici”, ha danneggiato molto il settore dell’intrattenimento, e tenendo io per primo al voler regalare leggerezza e un certo tipo di estetica manga abbastanza vintage, ho deciso di rappresentare l’amore in maniera fiabesca ma anche totalizzante.

C’è l’amore tra due persone, l’amore tra figli e genitori e infine l’amicizia, che io da sempre considero una forma d’amore. I miei personaggi si guardano con tenerezza, con devozione, puoi percepire queste emozioni dalle loro espressioni e sono convinto che amare faccia bene a tutti. E non parlo necessariamente di un amore “di coppia”, bisogna partire innanzitutto da noi stessi!

In quale personaggio della storia ti rispecchi maggiormente e perché?

Sicuramente, fin da bambino, sono molto legato al personaggio della Bestia, perché ho sempre amato il concetto dell’andare oltre le apparenze. Nella mia versione de La Bella e la Bestia, al principe ho dato il nome di Callisto, proprio perché volevo sottolineare la sua bellezza esteriore che, prima dell’incantesimo, sembra essere la sua unica qualità, poiché è viziato ed arrogante.

Quando viene trasformato in mostro, il suo vero animo si risveglia grazie all’arrivo di Bella, e al fatto che s’innamora di lei. In questo caso, l’amore non cambia la Bestia, ma rivela la sua natura più autentica, quella di un cuore gentile e profondamente buono. Trovo tutto questo semplicemente bellissimo!

Guardando al futuro, pensi che Le Fiabe di Ben possa diventare una serie o un universo illustrato più ampio, magari con nuovi racconti o personaggi?

Certamente, ti posso già anticipare che ci sarà un altro volume, il cui tema sarà il coraggio, e sono felicissimo perché mi cimenterò in tre storie che adoro; i lavori partiranno a breve, e so già che sarà un periodo molto intenso, ma appassionante. Parallelamente a Le Fiabe di Ben preparerò anche dei nuovi Artbook dedicati agli anime, non riesco a stare fermo… anzi, ad essere sincero, un disegnatore non sta mai fermo!

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